Mozilla Foundation dipende pesantemente da Google

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Di quei 68 milioni e rotti di dollari che entrano dalle royalties sui motori di ricerca, 66 li mette Google (circa l’88%, in crescita dall’85% del 2006). E’ il caso di farlo notare a chi si lamenta dei troppi riferimenti a Google nei prodotti Mozilla. Suppongo che Google goda di sgravi fiscali legati alla natura non-profit della fondazione.

[via e via]

The Monty Python Channel su YouTube

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Da ieri è online su YouTube il canale ufficiale dei Monty Python. Per il momento i video sono solo 24 presi in parte dai lungometraggi, in parte dagli sketch televisivi (compreso uno dei miei preferiti). Imperdibile.

Risorse correlate: Monty Python’s Flying Circus - Italian Lesson

Raccogliere le opinioni degli utenti, due modelli a confronto: WordPress e Ubuntu

Automattic (WordPress) e Canonical (Ubuntu) hanno un differente approccio alla gestione delle opinioni degli utenti.

polldaddyAutomattic ha impostato il percorso di sviluppo della versione 2.7 (in arrivo nei prossimi giorni) sulla base di una serie di sondaggi per mezzo dei quali si chiedeva agli utenti WordPress.com quali fossero le loro preferenze in merito a configurazioni differenti della nuova dashboard, scegliendo tra un lungo elenco di funzioni e combinazioni possibili. Si tratta di vere e proprie indagini con domande a risposta multipla condotte tra gli oltre 4 milioni di utenti del servizio WordPress.com attraverso una “richesta di partecipazione” evidente, ma discreta (push). Quindi se è vero che si è obbligati a scegliere tra un numero relativamente ridotto di alternative proposte (il limite delle multiple choice), è vero anche che proprio grazie alle ripetute richeste di partecipazione ai sondaggi si percepisce un forte interesse dell’azienda a conoscere opinioni ed abitudini degli utenti in merito a ciascuna singola funzione modificata. Lo strumento sondaggio restituisce poi valori percentuali utili a calcolare una statistica delle preferenze degli utenti.

ubuntubrainstormCanonical dal canto suo sfrutta un modello passivo permanente di raccolta delle opinioni degli utenti basato sul sito Ubuntu Brainstorm. Dico passivo perché in questo caso l’azienda non chiede con solerzia e profondo interesse percepito di rispondere ad un certo numero di sondaggi. Al contrario gestisce un sito attraverso il quale raccoglie (pull) le opinioni degli utenti, prevalentemente di coloro sufficientemente automotivati da creare un nuovo account, loggarsi ed inviare un’idea o la richiesta di implementazione di una funzione scrivendo (in inglese) una descrizione esaustiva. E’ chiaro che se da una parte questo modello permette piena libertà di espressione (non vincola la scelta tra una serie di domande a crocetta come nel primo caso), è vero anche che lo spettro degli utenti sufficientemente motivati ad esprimere la propria opinione arrivando in fondo all’iter procedurale si riduce drasticamente rispetto al totale. E’ mia opinione poi che questi strumenti servano in realtà più a sondare l’umore degli utenti che a fornire dati utili all’atto pratico per impostare lo sviluppo di un software verso una certa direzione piuttosto che un’altra. Questo perché i dati in valore assoluto (è il caso di Ubuntu Brainstorm) non sono significativi quanto le rilevazioni statistiche percentuali su ampia base.

Quale dei due modelli sia più adatto allo scopo non è cosa immediata da stabilire, anche perché bisognerebbe essere degli insider per conoscere i veri motivi (ed i risultati) che hanno spinto le due aziende ad adoperarsi diversamente. Inoltre, un modello non esclude l’altro, e proprio perché rappresentano finalità differenti possono essere compatibilmente affiancati tra di loro. Giudicando dall’apparenza direi comunque che il modello Automattic sembra essere più solido ed impegnato, mentre il modello Canonical sembra più di contenimento.

L’articolo dovrebbe finire qui, ma già che ci sono apro una parentesi e colgo l’occasione per elogiare il lavoro degli sviluppatori Automattic che hanno rivoluzionato la dashboard di WordPress 2.7 (in arrivo entro novembre) dando prova di non aver paura del cambiamento e di essere estremamente innovativi e aperti al dialogo. Qualche mese fa li avevo criticati per alcune scelte in merito alla vecchia dashboard, scelte che verranno cancellate con l’arrivo della versione 2.7. Detto tra noi, la nuova dashboard è spettacolare! Il nuovo payoff evidenzia chiaramente quanto detto. WordPress 2.7. This time it’s personal! (video ufficiale di preview).


P.S. Gli utenti WordPress.com come sempre dovrebbero ricevere la novità in leggero anticipo rispetto al resto.

Linux al cospetto della prima vera opportunità di crescita

Senza una buona strategia commerciale alle spalle non si va da nessuna parte. E’ quello che gli sviluppatori di distribuzioni GNU/Linux consumer hanno finalmente capito. Se noti obiettivi di diffusione come il 10×10 non verranno neanche lontanamente raggiunti non è per demerito dei sistemi operativi a base Linux, che certamente hanno raggiunto una significativa maturità, completezza e facilità di utilizzo.¹ In un mercato disciplinato dagli accordi commerciali e drogato dalla pirateria informatica, alzare la voce nel tentativo di comunicare al mondo che è disponibile un software open source di pari livello rispetto alla concorrenza, gratuito e talvolta più sicuro non è condizione sufficiente.

La battaglia va giocata su un campo diverso, quello degli accordi commerciali, facendo valere gli stessi punti di forza che senza una strategia ragionata e risoluta non troverebbero occasione di esprimersi. Per questo sono rimasto positivamente colpito mesi fa dall’accordo tra Ubuntu ed Intel [Shuttleworth ha fatto bingo! Ubuntu Netbook Remix]; nonostante questo continuo a ritenere che Canonical potrebbe e dovrebbe fare molto di più, lavorando sull’assistenza commerciale e su un’offerta più flessibile (per quale motivo Dell è costretta a sviluppare internamente l’interfaccia utente del Dell Mini 9?!).

Analisi di settore riportano che 3 PC su 10 venduti da Asus girano con Linux e che alla fine dell’anno i computer con sistema operativo Linux venduti dall’azienda potrebbero toccare i 2.4 milioni.

The company shipped 2.5 million notebooks in the first half of this year, 1.7 million units in the third quarter and is expecting to ship 1.9 million units in the fourth quarter, bringing the company’s annual notebook shipments in 2008 to at least six million units.” Breaking that down by operating system, “The ratio of Eee PCs preloaded Windows XP and Linux stands at 7:3.

asus-eee

Cosa ancor più importante: i produttori hardware hanno cominciato a prendere seriamente in considerazione ciò che evangelist e hacker sostengono da sempre. Per la prima volta nella storia del settore desktop dunque Linux ha un’opportunità concreta di diffusione, occorre vedere se qualcuno sarà abbastanza abile da sfruttarla. Le cose per il momento procedono a passo incerto. Ciò mi lascia relativamente perplesso su modi e metodi, perché nel frattempo continuo a pensare: “Quanto potrebbe essere di rottura un netbook a basso costo (nell’ordine dei 200/300 dollari) con un hardware unico a livello mondiale (con i vantaggi che una certa azienda di Cupertino conosce bene), un software open source sviluppato al 95% esternamente da appassionati volontari, stabile ed ufficialmente supportato/assistito in ogni singolo aspetto hardware/software da un’alleanza commerciale tra partner, il tutto in un mercato che tende sempre di più al cloud computing?”.

Risorse esterne correlate: Why Your Next Computer Might Be A Linux PC


¹ Semmai l’errore più grave che un gruppo di sviluppatori potrebbe commettere è pretendere di sapere come ragiona e come si comporta (o dovrebbe comportarsi) un utente inesperto di fronte a Linux senza condurre opportune analisi di mercato.

Obama Obi-Wan? La CNN gioca con la tecnologia degli ologrammi (falso!)

La giornalista Jessica Yellin in collegamento con lo studio della CNN per mezzo della proiezione di un ologramma. Sì, come la Principessa Leila che chiedeva aiuto ad Obi-Wan, e no, C1-P8 non c’è.

Aggiornamento: a quanto pare non si tratta di ologramma, ma di tomogram (tomogramma?). In due parole, l’immagine della giornalista non fluttua nell’aria, ma viene aggiunta digitalmente a ciò che i telespettatori vedono. Come un banale effetto speciale da film insomma.


P.S. Non avevo il minimo dubbio sulla vittoria di Barak Obama. Una campagna elettorale perfetta, soprattutto dal punto di vista delle strategie di immagine e comunicazione. Il suo team di consiglieri e collaboratori (David Axelrod su tutti) ha fatto la differenza. Ora è il momento di quel taglio col passato che il mondo intero si aspetta.

P.P.S. Belle e significative le parole di Napolitano. E che furbo Sarkozy.

The Hoff nel virale per C&C: Red Alert 3

David “The Hoff” Hasselhoff che promuove il nuovo titolo della EA in quattro improbabili spot commerciali. Ironia = viral. Il sito riporta ad oggi circa 3 milioni di spettatori per ciascun video. Sarà vero? C’è da far impallidire Chef Tony.

[conquerthislife.com]

Nota a margine. Guest star nel videogame: J. K. Simmons, Tim Curry, e altri.

But can it run Crysis? (Meme)

Altro meme che sfonda (che cosa?) quest’anno dopo il fulvo mammifero con la gola foderata di gatto persiano. Non importa che l’argomento sia o meno pertinente, la domanda è sempre la stessa: “Ok, but can it run Crysis?”. Del tipo:

“Rilasciata la nuova versione di Wine”
“Ok, but can it run Crysis?”

“Il computer nel 2020, specifiche tecniche.”
“Ok, but can it run Crysis?”

“Ecco come sarà l’automobile del film Supercar”
“Ok, but can it run Crysis?”

“Il video del backflip dell’elicottero Red Bull
“Yes, but can it run Crysis?”

Chiedi a Google > site:digg.com “can it run Crysis?”


P.S. Breve spiegazione: Crysis è un videogioco del developer tedesco Crytek entrato ormai nella storia. Tutti sanno che ha una grafica eccezionale, ma se di lavoro non fai il sistemista alla Nasa o al Cern le possibilità che tu possa avere un computer in grado di farlo girare con tutti i dettagli al massimo a risoluzione elevata sono poche. O almeno, questo è ciò che accadeva i primi mesi dopo il rilascio, nel frattempo è già passato un anno e la società di Francoforte ha appena rilasciato un altro gioiello della tecnica, Far Cry 2.

Risorse correlate: L’Italia è sempre più indietro nell’industria dei videogames

Ubuntu 8.10 prestigio a valanga¹! Ma…

Chi sostiene che non si tratta di una release che ricorderemo a lungo (no, service pack no, brrr x_x) probabilmente ha ragione. Ok, ottimo il nuovo Network Manager, le tab di Nautilus (meco² -_-) e in generale tutto il lavoro di fino svolto, ma la distro continua a portarsi dietro i soliti difetti, che plausibilmente non dipendono da Canonical in sé, ma dal processo di sviluppo dei singoli componenti. In particolare:

  • Continua ad esserci quel leggero sfarfallio in avvio e in chiusura;
  • Con gli effetti visivi disattivati (Compiz), nel massimizzare una finestra minimizzata c’è ancora un certo lag tra la visualizzazione del bordo finestra e del contenuto;
  • La solita falsa trasparenza della schermata di richiesta della password;
  • La nuova falsa trasparenza dei pannelli, che sul momento ti garba, poi realizzi che c’è di mezzo la subdola immagine di sfondo dalle proprietà del pannello (aggiornamento: il difetto, figlio di un pessimo workaround che creava problemi al cambio di tema, è stato cassato poche ora fa, background eliminato);
  • Il completamento dell’inclusione della lingua italiana e dei driver nVIDIA sono operazioni che al primo avvio non volevano saperne di partire sul mio pc, sono riuscito a farle andare solo dopo un primo giro di aggiornamenti generali del sistema (86MB di novità per la cronaca);
  • Trascinare il link di una pagina dal browser al desktop continua ad essere un procedimento ingrippato (è così da un anno plutoniano);
  • Di default non viene installato nessun clipboard manager, necessario oltre che utile, per la gestione del copia/incolla (uso con soddisfazione Parcellite);
  • Con l’arrivo di ogni nuova versione si corre sempre il rischio che qualche software non aggiornato perda la compatibilità con i nuovi pacchetti: è il caso di Emesene e del plugin Spell Check, che si rifiuta di funzionare sotto Intrepid Ibex;
  • Ora capisco perché non hanno adottato di default uno dei nuovi temi come DarkRoom, New Wave o Kin: senza le opportune modifiche sono intrinsecamente pacchiani. Per fortuna che a monte di tutto questo c’è Cimi³, che si occupa dei temi ufficiali GNOME mettendo a disposizione sia le sue capacità sia un ottimo senso estetico (rarissimo tra geek e nerd);
  • Non capisco la necessità delle parentesi quadre nella barra delle applicazioni quando la finestra è minimizzata (farsi venire un’idea nuova no? boh, va beh, questo è un problema mio).

Al solito, tutto estremamente soggettivo, alcuni di questi difetti potrebbero non manifestarsi nella vostra linuxbox. ;) Ad ogni modo, dai, è più che humano, non si può pretendere di avere una main release ogni 6 mesi. In aggiunta, i lati positivi a tutto questo non mancano:

1) Signori, abbiamo il “ripristina da cestino“. Ebbene sì. Lodi lodi lodi!

2) No dico, vi rendete conto? C’è il “ripristina da cestino”!! Caxxo stappiamoci una bottiglia come minimo! Anche perché la profezia di un tale dice che dopo l’aggiunta dello “status message” di Pidgin e il “ripristina da cestino” di GNOME, all’avverarsi del terzo evento (che si vocifera sia “Gimp a finestra unica“, chiedere delucidazioni al Papa) il mondo finirà in un Big Bang al ritmo di The Girl from Ipanema.

3) Finalmente è stato risolto il problema del server audio con le precedenze (avranno aggiunto la doppia corsia, e in tal caso, chi avrà fatto i lavori?).

4) Non avendo a disposizione né CD vergini né riscrivibili da 700 funzionanti (l’ultimo superstite va a periodi come l’umore di Mariah Carey) cosa ti scopro? Che è possibile masterizzare il file immagine di un CD (di boot) su un DVD! Fico! Tsé, probabilmente sono l’ultimo ad esserne venuto a conoscenza… -___-’


¹ (cit.)
² Per chi non è pratico di romanesco ripassare stica, meco, stopparde, etc. o chiedere al Califfo.
³ Unity rocks! :P

Qualunque riforma non può che migliorare questo sistema universitario

L’articolo di oggi di Rizzo e Stella sulle lauree regalate. Che schifo. Oltre che a riformare il sistema universitario sarebbe anche il caso di pensare a chiudere svariati atenei.

Ah, per inciso, le trasmissioni come quella di Santoro della scorsa settimana non servono a nulla. A me non frega niente di sapere cosa pensa l’uomo della strada della riforma universitaria, perché probabilmente non ne sa nulla ed è già tanto se ne ha letto un paio di pagine riassuntive prese da qualche parte.

Volete fare una trasmissione utile? Bene! Prendete i responsabili/autori della riforma, aggiungete qualche membro dell’opposizione, un avvocato, un economista, un esperto di politiche internazionali e un sociologo, li sbattete tutti di fronte ad un megaschermo, fate scorrere il testo della riforma, essenzialmente i punti chiave, e chiedete loro di commentarli! La riforma è lì, nero su bianco! E la analizziamo tutti assieme.

Basta con le interpretazioni a recchia fatte dal pinco pallino di turno. Rappresentanti di governo + rappresentanti dell’opposizione + persone competenti. Basta, non serve altro.

Se invece non vogliamo fare alcuna analisi e non vogliamo sapere cosa c’è scritto su un cavolo di pezzo di carta, ma farcelo raccontare da altri, allora basta andare in un bar qualunque e parlare con i quattro tipi che giocano a briscola. Non c’è bisogno di farci una trasmissione televisiva.

E quello rispose: senza business model sarà tua sorella

[Titolo riferito al post: Di quelle 11 compagnie web in crisi secondo CNET…]

WordPress esercita pressione psicologica. Ha cominciato un mese prima della scadenza del domain mapping e non c’è modo di dirgli che ho recepito il messaggio. Sai che ti dico? Fa bene! Il buon Matt un certo business model ce l’ha già, in attesa di qualcosa di più [vedi Matt Mullenweg dice la sua su blog e pubblicità]. Il miglior servizio gratuito di blogging che potessi mai incontrare: mi cura gli aggiornamenti, mi assicura l’uptime, mi garantisce la banda (grancassa compresa), mi spara qualche novità in anteprima, mi zappa l’orto, mi sgrassa il forno, mi butta le bottiglie e mi completa i cruciverba della Settimana Enigmistica. Se poi, pigro come una cicerchia di macchia, arrivo io e temporeggio, allora ne ha proprio di ben donde di che lamentarsi.

Di quelle 11 compagnie web in crisi secondo CNET…

Un giornalista di CNET puccia il biscotto nel caffellatte del crisis management e pubblica un elenco di 11 servizi Web con un piede nella fossa. Twitter, Meebo, TripIt, Zillow, Pandora, Second Life, Skype, Ask, DailyMotion, Netvibes e MySpace. Perché siano proprio 11 e proprio quelli, non è dato di sapersi. Così, tanto per dire: non sono solo undici compagnie ad essere prive di un modello di business che porti ad un risultato economico positivo perdurevole, sono quasi tutte le iniziative del settore.

Per metà delle società in quell’elenco l’obiettivo principale è di arrivare sani e salvi al giorno in cui un big si farà avanti e lancerà una proposta da non rifiutare, alle condizioni che in quel momento si riterranno adeguate. Per l’altra metà invece si tratta di rinnovarsi e di concepire una seconda intuizione geniale dopo la prima che ha permesso loro di raggiungere il successo, e riguarda proprio l’indipendenza economica. E’ chiaro che il semplice banner pubblicitario non può essere che una soluzione temporanea.¹

Ora resta da vedere se la crisi finanziaria e la mancanza di fiducia sui mercati produrranno nel settore dei servizi Web uno sgonfiamento della bolla sulle valutazioni economiche. In tal caso, che ne sarà dell’offerta che non si può rifiutare?

Risorse esterne correlate: Zuckerberg, Facebook is all about growth.

Mark Zuckerberg: But what every great Internet company has done is to figure out a way to make money that has to match to what they are doing on the site. I don’t think social networks can be monetized in the same way that search did. But on both sites people find information valuable. I’m pretty sure that we will find an analogous business model.

Amen fratello.


¹ Lo sapete ad esempio come la penso su Facebook: il potenziale c’è ed è enorme, anche sul lato economico. Quindi al concorso “trova il nuovo Google, vinci un poke dalla sosia cilena mora di Scarlett Johansson” io ho la giocata fissa: Facebook, King, Soldatino e Dartagnan.

Video editing su Linux: Picasa Episodio 3 “A new hope”

La speranza è quella di disporre di un programma per il video editing su Linux che sia veloce da utilizzare, stabile, relativamente completo per un uso “vacanziero”, e soprattutto con un piano di sviluppo costante nel tempo. Perché qui, tra Cinelerra, Lumiera, Avidemux, Kino, Lives, Jahshaka, Open Movie Editor, PiTiVi, eccetera eccetera, è un gran casino. Kdenlive sembra un progetto solido e sistematico, ma i tempi di sviluppo sono quelli che sono.

Google ha appena rilasciato la versione per Linux di Picasa 3 Beta e ciò è cosa buona e giusta (come direbbe quel tizio col mantello). Primo perché F-Spot è come un film di Uwe Boll: interessante in teoria, disarmante in pratica. Secondo perché con questa beta Google ha introdotto molte novità che rendono Picasa ancor più utile e completo, e ciò potrebbe mettere un po’ di pepe al cu** al settore. Non per ultima la possibilità di creare dei video partendo da foto e filmati preesistenti (che è possibile editare), ai quali aggiungere titoli in sovrimpressione e colonna sonora. Al momento questa è l’unica funzione che nella versione per Linux è stata disattivata per via di alcuni problemi con WINE (sì lo so, WINE). L’impegno e l’attenzione dimostrati da Google nei confronti degli utenti Linux però, fanno pensare in positivo. Che sia la volta buona…

Crisi finanziaria, web, grazie, graziella eee…

…Grazia Graziadei. Su TechCrunch pregano affinché la crisi finanziaria non abbia ripercussioni sul settore dei servizi Web. Lo fanno in modo totalmente disinteressato ovviamente. -.-

Il discorso è sconnesso e generico, ma qualcosa di interessante è stato scritto nei commenti:

What I find incredible is how AWS [Amazon Web Services, ndLore] and Google App Engine are such disruptive forces in this regard. Outsourcing the hardware and infrastructure, and turning it into a commodity means that capital can be more focused on strategy and development.

Risorse correlate: Il Web 2.0 non è in grado di auto-alimentarsi economicamente

Collaborazione Sony-Citroën per la nuova GT Concept

Altra collaborazione tra un produttore automobilistico (Citroën) ed un developer di videogames (Polyphony Digital, società interna a Sony Computer Entertainment) per la diffusione di un teaser (che non è un giochino erotico, ma implica comunque un certo arrapamento dell’automobilista di razza) sul nuovo prototipo della società francese. Una serie di immagini renderizzate in attesa di scoprire definitivamente l’automobile al Salone di Parigi e di annoverarla nel parco macchine del videogioco Gran Turismo 5 Prologue (via download).

Stavolta, a differenza della strategia BMW (più radicale), le reazioni non sembrano quelle che ci si potrebbe aspettare, né tra i gamers né tra gli appassionati di motori.

Risorse correlate: Il videogame diventa pubblicità

La Serie A vive sotto le sue possibilità?

L’effetto Ronaldinho si fa sentire anche tra i siti web dedicati ai videogames. Per presentare le novità dell’imminente Pro Evolution Soccer 2009 alcuni siti web inglesi e tedeschi hanno pubblicato con una certa solerzia gli screenshot del Milan e di Ronaldinho in particolare. Voi direte: “Stica!”. Eh, forse. Se da un lato, da tifoso milanista quale sono, la cosa non può che farmi piacere, dall’altro non posso fare a meno di notare che l’industria del calcio, tra le più importanti in Italia, è l’ennesimo settore di questo paese che vive sotto le sue possibilità IMHO.

Il campionato italiano da anni ormai sconta una certa soggezione nei confronti di altre competizioni, Premier League su tutti. Questo anche¹ perché inglesi e spagnoli (e non solo) sono meglio organizzati e molto più audaci di noi nel valorizzare la propria offerta. Da società come il Manchester United, anni luce avanti alle squadre italiane nel marketing ed in tutte le sue sfumature, c’è solo da imparare. L’efficacia, l’intensità, la vastità e la qualità delle relazioni pubbliche della società di Malcolm Glazer e Alex Feguson mi hanno sempre affascinato e stupito. Piccoli tifosi del Manchester United FC crescono ovunque, dall’Asia all’Africa, dall’India all’America. E non sono dormienti, pagano. Pagano per guardare le partite in pay-per-view, pagano per i biglietti delle amichevoli estive disputate nelle loro città, pagano per il merchandising. Pagano. E affollano le communities. L’empowerment degli utenti delle comunità virtuali poi, fa il resto.


¹ Tralasciamo il discorso economico-politico italiano che è meglio. -__-’

Discorsi sopra la prima Beta di Tito Livio

Tizio GC: Il mio motore di Javascript è più veloce.

Caio AS: Naaa, il mio è più veloce.

Sempronio FF: Ok, ma il mio che sta per arrivare è ancora più veloce. Se gentilmente poteste aspettare…

Calpurnio O: Anche quello che abbiamo attualmente in beta noi è più veloce.

Tizio, Caio e Sempronio: Stai zitto Calpurnio! Ci servi vivo, ma non per questo dovremmo trattenerci dalla voglia di darti una cofana di legnate.

Capitan Futuro: Io ho un dispositivo sulla cintura che permette di teletrasportarmi.

Capitan Harlock: See vabbé, io rutto verso l’infinito, no voglio dire, faccio rotta verso l’infinito.

Mazinga: Io ho la mente di Tetsuya, ma GIURO che tutto il resto lo faccio da me!

Inutile star lì a pistolare su tabelline e cifre, si suppone che i progetti in via di sviluppo servano proprio a migliorare le condizioni precedenti. -.-’

Tanto chi ti controlla?

How To: Cheat at Wii Fit.

[via Wired]

Il Web col telefonino intorno

A parte il peso, a parte le dimensioni, a parte il design, a parte il fatto che non gira video, a parte la barra superiore in stile GNOME che annoia (quella che già ho basta ed avanza), a parte l’assenza del jack audio, a parte Pac-Man, sono molto interessato al Googlefonino. Non ho fretta, quindi nel frattempo mi guardo attorno con circospezione (cit.) e resto in attesa di slumarlo con un design meno stitico (facciamo così?).

P.S. Ancora in tempo per contrastare l’autoproclamata piattaforma di riferimento iPhone/iPod Touch, l’unica fino ad oggi in grado di convogliare comodamente i servizi Web nel palmo di una mano.

P.P.S. Già, sono curioso di vedere quale peso e considerazione Android conquisterà tra le società di servizi Web e in che misura queste si impegneranno nello sviluppo di applicazioni ufficiali come già accade per il Melafonino.

Tutti insieme appassionatamente (sotto sotto, anche Linux) nei nuovi spot Microsoft “I’m a PC”

Messo da parte Seinfeld con i suoi 10 milioni di dollari di cachet ed una serie di spot aventi come target di riferimento lo 0,1% della popolazione (gli strizzacervelli), la Microsoft corregge la rotta e lancia la nuova campagna pubblicitaria “I’m a PC“. Ottima mossa IMHO, giocata tutta su aspetti concreti (reali) e pratici in contrapposizione al narcisismo della serie “Get a Mac“. Poca retorica, a parte qualche battuta alla Oliver Stone che si poteva evitare, e due o tre comparsate illustri (su tutte quella del geniale Pharrell Williams). Pochi anche i riferimenti a Windows, e credo proprio che la scelta di lasciare la porta aperta a punti di vista alternativi (Linux) sia voluta.

Appunto. Non posso fare a meno di notare come questa pubblicità ricordi molto da vicino quell’idea che si era fatta strada tra gli utenti Linux, nata dall’iniziativa di alcuni personaggi noti (italiani e non), di voler respingere il concetto di computer che la Apple ha creato per i suoi clienti, parafrasando il payoff degli spot Get a Mac e sottolineando con orgoglio le differenze.

Altri video: Spot 2, Spot 3.

Facebook Photos vs Resto del Mondo

Impressionante la crescita di Facebook Photos (dati comScore).

By adding new ways to discover public photos, Picasa is taking on Flickr, Photobucket, and Facebook Photos in a more direct way. Globally, Picasa passed Photobucket in July with 48 million visitors compared to Photobucket’s 43 million, according to comScore. It still trails Facebook Photos (97 million unique visitors) and Flickr (63 million). In the U.S., it is much further behind, with only 8.3 million monthly visitors, compared to 18.3 million for Flickr, 23.5 million for Photobucket, and 25.4 million fopr Facebook Photos.

Google’s Picasa Moves Onto Flickr’s Turf: Adds Ways To Explore Interesting Public Photos

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